newsQual è la copertura giusta per il padel?

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La risposta corretta si articola in 5 punti:

1. Quella che a livello di design, d’architettura e d’insieme ti piace di più
2. Quella che rispetta le altezze minime e consigliate dalla Federazione
3. Quella che ti garantisce le migliori performance energetiche
4. Quella che rispetta le normative
5. Quella costruita da un costruttore: è un EDIFICIO, non una fornitura!

Ma vediamoli insieme nel dettaglio:

1. Esistono varie tipologie di strutture che differiscono sia per il materiale portante utilizzato (legno o acciaio) che per il tipo di geometria (ad arco, come le classiche tensostrutture, o in edilizia tradizionale).
In generale, le forme ad arco rendono l’aspetto d’insieme sicuramente più sinuoso e, se realizzate in legno lamellare, l’impatto è davvero spettacolare.

2. Spesso troviamo campi da padel all’interno di capannoni in zone industriali: è una delle scelte possibili, ma almeno l’altezza minima di 8 mt consigliata dalla Federazione dovrebbe essere garantita.
Purtroppo, spesso e volentieri, l’altezza media sotto trave dei capannoni non supera i 6 mt. Altre strutture, soprattutto quelle ad archi in acciaio, per garantire l’altezza richiesta evidenziano in modo davvero brutale e decisamente poco estetico il profilo dell’arco nel suo punto di piega.

3. Non bisogna dimenticare la parte relativa al contenimento energetico: visti i costi delle utenze, è da mettere in conto uno studio preliminare in grado di rendere efficiente il più possibile la struttura senza incidere troppo sui costi.
Alcuni interventi, per forza di cose, sono necessari, ma si ripagheranno in pochissimo tempo. Tutto il resto è guadagno.

4. Dovrebbe essere scontato, ma ci teniamo a rimarcare l’importanza fondamentale di questo punto. Il nostro timore è che, a causa di scriteriate pratiche commerciali, il padel possa subire un contraccolpo dovuto ad assurdità che mai prima d’ora si erano viste nel mondo dell’edilizia sportiva.
Spesso la domanda che il cliente ci pone è: “Quante coperture da padel avete realizzato?”
La domanda giusta da fare a un operatore, invece, dovrebbe essere: “Quante coperture avete realizzato E DA QUANTO costruite coperture per impianti sportivi?”
Sì, perché, al giorno, d’oggi tantissime coperture appena realizzate da operatori inesperti, che si sono affacciati a questo mondo proprio conseguentemente al richiamo del padel, sono TOTALMENTE fuori norma: tende che vengono spacciate come coperture idonee, clienti convinti del fatto che non servano nemmeno i permessi per realizzare “opere” di questo tipo. FALSO: una copertura è un edificio e il concetto di provvisorietà è un falso totale che, purtroppo, in molti pagheranno a loro spese. Perché il cliente non lo sa, ma la responsabilità di queste pratiche ricade totalmente su di lui!
Tutti preferiamo, ove possibile, risparmiare, ma ricorda: una copertura è cara se e solo se confrontata con un’altra che rispetta lo stesso impianto normativo.

5. Questo punto è forse ancora più delicato di quello precedente: fare cantieri è una pratica che non deve essere confusa con una semplice fornitura.
Esistono operatori che non hanno i requisiti previsti dalla normativa, non possiedono i codici Ateco corretti, e non potrebbero quindi nemmeno mettere piede in un cantiere. E anche in questo caso, il committente e il direttore dei lavori, nell’eventualità di controllo o, peggio, d’infortunio, ne risponderebbero in maniera decisamente pesante.
Altro particolare non da poco, a cui mai nessuno pensa, sono le garanzie dei vizi occulti che un costruttore, come da codice civile, deve garantire per 10 anni, mentre in caso di fornitura solo per 2.
In estrema sintesi, la scelta dell’operatore NON deve essere scontata, mai!

Promuovere e incentivare la divulgazione di uno sport deve necessariamente passare dalla realizzazione di impianti nuovi, sicuri e, soprattutto, a norma. Le nostre strutture sono il concentrato di tutto quello che la normativa richiede, progettate, costruite e montate solo e unicamente dal nostro personale interno.

Contattaci per un preventivo o anche solo per avere chiarimenti in merito alla normativa vigente: tecnico@greensport.it

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Mettici alla prova!

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